Mercoledì 17 febbraio, in occasione del centenario della nascita di Raf Vallone, le figlie Eleonora e Arabella organizzano in collaborazione con la Casa del Cinema di Roma, a partire dalle ore 21:00, una serata dedicata all'attore. Al centro della manifestazione la proiezione del film Uno sguardo dal ponte, diretto nel 1962 da Sidney Lumet, che valse a Vallone il Premio David di Donatello quale migliore attore protagonista. La proiezione sarà preceduta dalla presentazione, in anteprima assoluta, del frammento inedito di una recente intervista con Peter Brook, che diresse Vallone nella storica versione teatrale di Uno sguardo dal ponte (580 repliche solo al Théâtre Antoine di Parigi, 1958/60).
La trama del film è ben nota, più o meno, a tutti:
Film drammatico del 1962 del regista statunitense Sidney Lumet, interpretato da Raf Vallone, Jean Sorel, Maureen Stapleton, Carol Lawrence, Raymond Pellegrin, Morris Carnovsky, Vincent Gardenia, Mickey Knox, Andrea Aureli, Frank Campanella, Harvey Lembeck
Eddie Carbone, un emigrato italiano a Brooklyn che vive con la moglie Bea e la nipote diciottenne Caterina, non ha difficoltà a far sbarcare due cugini di Bea, Marco e Rodolfo, che sono arrivati clandestinamente dall'Italia per lavorare. Li ospita in casa sua e trova loro un'occupazione al porto. Ma la serenità della famiglia è subito messa a dura prova. Tra Caterina e Rodolfo nasce infatti una reciproca simpatia, che Eddie non riesce assolutamente ad ammettere. Egli crede infatti che Rodolfo corteggi la ragazza per farsi sposare da lei ed ottenere in tal modo la cittadinanza americana e il diritto di restare in America. Le continue provocazioni, con cui Eddie sfida Rodolfo fanno insorgere Marco, Caterina e Bea. Incapace di trattenere il suo risentimento, Carbone denuncia all'ufficio immigrazione i due clandestini, che vengono subito fermati e condotti nel centro di raccolta di Long Island. Rodolfo, ottenuta la libertà provvisoria, decide di sposare Caterina. Ma Marco, profondamente offeso dal comportamento di Eddie, gli dice in faccia tutto il suo disprezzo e lo sfida. Mentre i due giovani si avviano alla chiesa per la cerimonia, tra Eddie e Marco s'ingaggia una lotta furibonda sulla piazza del quartiere. Marco ha la meglio ed Eddie, incapace di vincere il suo orgoglio ferito, in un gesto di disperazione si uccide.
Il film, una produzione italo-francese, tratto dalla celeberrima opera teatrale di Artur Miller (A View from the Bridge), una delle più significative del panorama drammaturgico statunitense. Il titolo originale francese è Vu du pont.
La sceneggiatura è di Norman Rosten, la fotografia di Michel Kelber. Montaggio di Françoise Javet, mentre scenografia e musica sono rispettivamente di Jacques Saulnier e Maurice Leroux.
Raf Vallone: due lauree, la Serie A e il giornalismo
Raffaele Vallone, più noto come Raf Vallone, nasce a Tropea il 17 febbraio del 1916.
Trasferitosi con i genitori a Torino, frequenta il Liceo Classico Cavour e, successivamente, consegue la doppia laurea in Lettere e Giurisprudenza (alcuni dicono Filosofia e Giurisprudenza: poco importa).
Alterna agli studi il gioco del calcio, nella squadra del Torino ed esordisce in Serie A nella stagione 1934/1935. Stagione in cui il Torino vince la Coppa Italia.
Complessivamente Raf Vallone gioca 25 partite, tutte con i granata. Abbandona il calcio ne 1941 per dedicarsi al giornalismo.
Collabora con la pagina culturale de L'Unità, pur non iscrivendosi mai al PCI, e con La Stampa.
Al Cinema si avvicina, una prima volta, nel 1942 comparendo nei panni di un marinaio nel film Noi Vivi di Goffredo Alessandrini.
Dopo la guerra, nel 1949, interpreta un ruolo importante in Riso Amaro di Giuseppe De Santis, cui seguono nel 1950 Non c'è pace fra gli ulivi, sempre di De Santis e Il cammino della Speranza di Pietro Germi (Orso d'argento al Festival di Berlino).
Con queste interpretazioni Raf Vallone riesce ad imporsi come uno degli attori più significativi del Neorealismo italiano e decide di dedicarsi unicamente alla carriera artistica.
Nel 1946 aveva debuttato anche in Teatro con Woyzeck di Georg Büchner per la regia di Vincenzo Ciaffi.
La carriera di Raf Vallone non ha più conosciuto interruzioni
Vallone ha interpretato come protagonista oltre un centinaio di film. Diretto in Italia da registi quali Pietro Germi, Vittorio De Sica, Alberto Lattuada, Dino Risi, Mario Soldati e all’estero da Marcel Carné, Jules Dassin, Henry Hathaway, Otto Preminger, Francis Ford Coppola, partner maschile di Silvana Mangano, Sofia Loren, Gina Lollobrigida, Anna Magnani, Lucia Bosè, Simone Signoret, Lea Massari, Sara Montiel, Elena Varzi (che poi è diventata sua moglie).
E' stato protagonista de Il Cristo proibito, unica esperienza dietro la macchina da presa dello scrittore Curzio Malaparte.
Molto attivo anche in teatro, ha interpretato Ibsen, Pirandello, Brecht, O'Neill, Shakespeare, Miller, etc. Molto spesso è stato anche regista di se stesso, come nella versione teatrale italiana dello stesso Sguardo dal ponte, con Alida Valli.
Vallone ha inoltre curato la regia di alcune opere liriche in Italia e all'estero e ha partecipato a numerosi sceneggiati televisivi: protagonista con Ilaria Occhini del Jane Eyre (1957) di Anton Giulio Maiano e con Giulia Lazzarini de Il mulino del Po (1963) di Sandro Bolchi.
Ebbe un'unica moglie (cosa non comune nell'ambiente dello spettacolo), cui resterà legato tutta la vita: l'attrice Elena Varzi. La coppia ebbe tre figli: Eleonora, Arabella e Saverio.


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